Di Archer Maclean: Mercurio

L’origine di Mercury è tanto insolita quanto il suo gameplay. L'idea nacque mentre Maclean lavorava a un minigioco di labirinti per Jimmy White's Cueball World . Per rendere il movimento della "pallina" davvero unico, decise di simulare la fisica del mercurio liquido.

In Mercury , il giocatore non controlla direttamente il liquido, ma inclina il livello per far scivolare una goccia di mercurio attraverso labirinti complessi. La vera sfida non è solo arrivare alla fine, ma farlo senza "perdere pezzi": Mercurio di Archer Maclean

Si dice che per studiarne i movimenti, Maclean abbia recuperato del vero mercurio da vecchi barometri, osservando come la sostanza si dividesse e si rifondesse. Questa ossessione per il realismo portò alla creazione di un motore fisico personalizzato capace di gestire il "metallo liquido" in un modo mai visto prima su una console portatile come la . Un Rompicapo ad Alta Tensione L’origine di Mercury è tanto insolita quanto il

: Passando attraverso filtri colorati, il mercurio cambia tinta; per aprire determinate porte, bisogna dividere la goccia, colorare le parti in modo diverso e poi rifonderle per ottenere il colore secondario richiesto. In Mercury , il giocatore non controlla direttamente

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